mercoledì, 10 Agosto 2022

UN PUGNO NELLO STOMACO LA MORTE DI CESARE BORROMETI

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Le notizie arrivano come bombe o, se vogliamo attenuare il botto, come un pugno allo stomaco inatteso. La morte di Cesare Borrometi, 65 anni, avvocato modicano, è una di queste sensazioni. Cesare se n’è andato in meno di un mese da quando scoprì la malattia. Risiedeva a Ragusa, dove si era trasferito per motivi di incompatibilità professionale (il padre era all’epoca presidente del Tribunale di Modica).  Amava la lettura (possedeva una biblioteca con migliaia di testi), la fotografia, i viaggi (aveva viaggiato in molti Paesi del mondo, tra cui Nepal, Buthan, Laos, Cambogia, India, Cina, Ladakh, Sikkim, Darjeeling, Uzbekistan, Perù, Cuba, Tunisia, Marocco, Egitto, Tanzania, Namibia, Botswana, Zimbawe e altri ancora). Amava la musica e il cinema (disponeva di una sua sala, inoltre possedeva un impianto esoterico di rilevante importanza e migliaia di CD ed LLP). All’inizio degli anni ’80 aveva realizzato un disco col gruppo Mistenda Addimurata dal titolo “N’tiempu fui cavaddu”.  La musica in primis, visto che ne parlo abbondantemente nel mio libro e di Francesco Roccaro “Musici della Contea di Modica”. Eravamo nati e cresciuti al Quartiere Dente, all’Oratorio. Musica e calcio erano le nostre passioni. Cesare Borrometi era un grande collezionista di dischi e profondo conoscitore della musica moderna. Si può dire che ai tempi era già un critico musicale. Da ragazzo aveva studiato da autodidatta la chitarra, passione che continuava a coltivare anche da studente universitario. Era diventato anche una sorta di organizzatore di spettacoli (portò a Modica gli StradAperta).

Archiviata l’esperienza di organizzatore di concerti, accarezzava da qualche tempo la voglia e, forse, anche l’esigenza di “fare musica” in prima persona. Così, con l’amico Roberto Gerratana, decisero di formare un nuovo gruppo di musica popolare-folk, dove lo stesso Borrometi, oltre che cantare, suonava flauti e friscaletto.  Laura Provenzano (che sarebbe diventata la moglie) curava le proiezioni video.

Si esibirono in diverse Feste dell’Unità. In un concerto fecero da “spalla” alla grande Maria Carta, in Piazza Matteotti a Modica.

In seguito la band variò genere musicale, dedicandosi alla ricerca di testi della nostra terra, musicandoli. Il gruppo iniziò a scrivere anche una serie di melodie e testi inediti, con l’idea di registrare e autoprodurre un LP.  Si formarono così i “Mistenda Addimurata”.

È stato anche un politico (presidente e coordinatore provinciale di Sinistra Italiana) e presidente del Consorzio Universitario Ibleo.

Saro Cannizzaro

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