mercoledì, 29 Giugno 2022

LA MAGIA DEL VIOLINO

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A volte si esagera definendo “magiche” alcune serate musicali e teatrali, ma la sera del 16 febbraio scorso corrisponde realmente al significato del termine perché al Teatro Garibaldi di Modica si è assistito ad un evento unico: il concerto del Maestro Uto Ughi accompagnato al pianoforte dal Maestro Francesco Nicolosi nella seconda e ultima tappa siciliana, successiva a quella catanese. È stata la prima volta che i modicani assistevano dal vivo alla magia del suo violino, e poco importa se fosse il suo Stradivari “Kreutzer” o il suo Guarnieri del Gesù del 1744, strumenti entrambi magici per morbidezza e profondità del suono, per le fila di biscrome sospese nello spazio e sulle poltrone della platea gremita di persone e da un palco all’altro del teatro, ognuno di essi trasformato per una sera in cassa di risonanza che amplificava l’effetto magico della Sonata n.5 in fa maggiore (op. 24) di Beethoven, laPrimavera, la Sonata in la maggiore di Cesar Frank, nel dialogo serrato dei due strumenti che scioglievano la loro dualità in un monologo di tasti, corde e dita sapienti.
In realtà, la magia era iniziata già di mattina con l’incontro dei Maestri con gli studenti del locale Liceo musicale, il loro dialogo entusiasmante, oltre che la scoperta fatta da Uto Ughi  non era mai andato oltre Noto) della bellezza scenografica della “melagrana spaccata” dominata dalla maestà di S. Giorgio, ancora privo di garrule rondini in questo anticipo di primavera…
Poi sono venuti i bis concessi a conclusione del concerto: il Rondò capriccioso di Saint Saëns, spagnoleggiante nell’andante melanconico, e La ridda dei folletti di Bazzini, molto vicina alle ardite armonie di Paganini.
Non importa se Uto Ughi non ha più il fascino della giovinezza e mostra le piccole défaillance dell’uomo, perché si sente solo la grandezza dell’artista e la sua magia senza tempo.

Marisa Scopello 

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