mercoledì, 29 Giugno 2022

LE DONNE ALLE OLIMPIADI. MA GUARDA UN PO’!

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Certo che le donne sono proprio esseri inferiori, da far stare a casa ad occuparsi delle faccende domestiche, prone di fronte a un marito, padre, fratello o comunque l’uomo della famiglia, da usare come oggetti sessuali, da picchiare a capriccio e magari anche massacrare a capriccio, esibire solo se trasformate in bambole gonfiabili e caracollanti su tacchi di cento centimetri! Infatti alle Olimpiadi invernali, finite solo pochi giorni fa, su 82 uomini e 47 donne che hanno partecipato, gli uomini hanno vinto 5 medaglie e le donne 9: se la matematica non è diventata improvvisamente un’opinione, quasi il doppio! Che diventa più del doppio se si considera che i partecipanti uomini erano quasi il doppio delle partecipanti donne. Come la mettiamo?

Non vi viene il sospetto che si sia sempre cercato di mettere le donne in ombra, di accantonarle, di sminuirle, di avvilirle in tutti i modi non tanto per una reale convinzione di superiorità quanto piuttosto per la consapevolezza di inferiorità che l’uomo si rifiutava (e continua a rifiutarsi) di ammettere? E questo fa rabbia. Più che alle donne fa ancora più rabbia agli uomini che diventano così ancora più prepotenti, ancora più violenti, forse, anzi sicuramente, per una forma di vendetta inconscia.

Quindi ci pare che, prima ancora di insegnare agli uomini a comportarsi da esseri raziocinanti, dovrebbero le donne cominciare a ribellarsi: in primo luogo a quella inevitabile pigrizia mentale che è stata loro indotta in secoli di educazione sbagliata e poi a tutti gli atteggiamenti, a incominciare da quelli che già vengono imposti in famiglia, che in qualche modo tendano a svalutare il loro essere, la loro personalità, per affermare, prima ancora del proprio genere, la propria individualità.

Se non si metteranno d’impegno a farlo, di sicuro vincere alle Olimpiadi non avrà avuto alcun significato.

Ninì Giudici

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