mercoledì, 29 Giugno 2022

UNA MOSTRA DELL’ANIMA

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È stata inaugurata il 19 marzo, a Ragusa, alla galleria Soquadro, la mostra dal titolo “De animis mundi”.

La mostra, curata da Eleonora Aimone, vede esposte le opere di quindici artisti locali e non, che rielaborano, secondo la loro visione intima e profonda, il concetto filosofico dell’anima.

C’è la visione della pittrice Alessia Armeni, che con i suoi “Piccoli angoli”, due oli dalle piccole dimensioni, esprime la personale idea dell’ES; le sfumature, infatti, e i tagli netti dati da linee rette di colore vivido, fanno intuire che dietro al quadro stesso si estenda un mondo infinito da scoprire e sondare. E ancora, Elisa Muliere, che con l’opera dal titolo “Dancing” porta lo spettatore in un mondo pieno di colori; le spesse pennellate lo fanno “ballare”, trascinandolo in un’altra realtà dove tutto è pace e luce, fino a farlo diventare esso stesso colore e parte del quadro.

Presenti anche le opere di alcuni fotografi, come per esempio uno scatto di Giuseppe Giordano, giovane artista ragusano, che con l’opera dal titolo “Oltre Maya” approfondisce il tema a lui caro e, come egli stesso suggerisce, del concetto filosofico schopenhaueriano del velo di Maya, cioè, l’impossibilità dell’uomo di vedere la verità delle cose perché un velo ne ostruisce la visione limpida e cristallina; Maurizio Cugnata, con una stampa analogica ai sali d’argento dal sapore antico, dona allo spettatore un frame di un’opera teatrale con tre figure presenti sulla scena, opache, raddoppiate e sfocate, mute e statiche con un solo occhio fisso, che lo scrutano fin dentro l’anima; Daniele Cascone, con il dittico “Two movements”, ritrae in due piccole fotografie collegate da un sottile filo di congiunzione, una donna in total white, agghindata con un velo ricamato in testa che scende fino a coprire solo il seno destro, lasciando dunque scoperto il sinistro, quello del cuore.

Gli artisti, insieme a tutti gli altri presenti nella mostra, hanno accolto il tema perché, ora come non mai, è fondamentale riuscire a trovare una connessione profonda tra anima e corpo, riuscire a riconnettersi alla spiritualità presente in ognuno di noi che però questo mondo, stravolto e deturpato, e questa società, frivola e priva di contenuti di spessore, ha lasciato dietro le spalle. Forse, se si lasciasse più spazio agli artisti di approfondire la bellezza del manente e dell’immanente, tutto riacquisterebbe il giusto valore.

Valeria Giarratana

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