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UNA DISPERATA LEZIONE DI REALTÀ

Se non fosse bastato il Covid, ci ha pensato purtroppo l’invasione russa dell’Ucraina a rendere evidente che su temi come il commercio, l’economia e, diciamo, anche la globalizzazione, farsi guidare dalle ideologie è poco utile se non rischioso.

Quando due anni fa scoppiò la pandemia, una parte dell’opinione italiana era propensa  (ricordate?) a credere che la colpa fosse di una globalizzazione devastante.

Lo stesso quando due mesi fa la Russia aggredì

L’Ucraina, (ricordate?) quella stessa opinione pubblica pensava (a torto?) che in fondo l’Occidente e la Nato se l’erano cercata.

La domanda quindi è: perché dobbiamo continuare a flagellarci?

Ricordiamoci che le nostre società hanno molti difetti e molti problemi, a cominciare dalla atavica piaga delle diseguaglianze sociali, ma sono,diciamo, poca cosa se confrontati ai guai dei totalitarismi vigenti come in Cina e Russia :

dove uniscono – anche se in forme diverse – a ingiustizie enormemente molto più profonde  anche la mancanza della libertà.

Quindi non sarebbe del tutto sbagliato acquisire un po’ di orgoglio di noi stessi.

Certo la situazione di emergenza è destinata a prolungarsi. Decisive saranno le misure del governo a sostegno delle imprese e delle famiglie.

Non facciamoci però delle illusioni.

Come è certo  che non possiamo pensare di andare avanti a colpi di sostegni.

Si deve comprendere che l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia cambia tante cose come alleanze e prospettive, anche e soprattutto per l’economia .

Consideriamo utili i sostegni nella delicata fase di passaggio verso la nuova normalità,  purché non si pensi che i soldi arrivino da tasche diverse da chi già paga le tasse.

Ma diventa , a questo punto, più necessario accelerare nelle transizioni in cui ci siamo impegnati.

A cominciare dall’energia.

Sappiamo che se continua ad essere  più cara diventa insostenibile per le famiglie e per le imprese. Senza energia le fabbriche e gli impianti non si muovono.

Insomma, per essere più chiari, si ferma il Paese che produce , cresce, e crea ricchezza e lavoro.

Il governo, nei primi tre mesi del 2022, ha detto (al Corriere della sera) il ministro della transizione ecologica Roberto Cingolari, ha dato il via libera a bandi per la produzione  per 3 gigawatt. Ma è poca cosa rispetto agli obiettivi di 8 gigawatt .

Ricordiamo che la gran parte dei progetti si ferma a livello locale, dove regioni e sovrintendenze ai beni culturali hanno un forte potere di veto (il male cronico della nostra burocrazia ).Ecco perché poco meno del 100% dei progetti  relativi a impianti eolici è ancora, dal 2021, in una fase di autorizzazione.

Basta questo dato per comprendere che di strada ne abbiamo tanta da fare.

Purtroppo dobbiamo convincerci  e capire che non esistono altre strade alternative.

L’esserci consegnati – mani e piedi – a fornitori inaffidabili come la Russia ci sta facendo capire che oggi agitarsi  ha poco senso.

Un dubbio ci viene in mente: siamo sicuri che ognuno stia facendo la propria parte a livello locale e nazionale?

L’assassina invasione Russa su l’Ucraina sta facendo vivere l’orrore ipervivibile.

Una figura originaria, archetipica (l’Apocalisse di Giovanni Evangelista) sta attraversando gli incubi dell’Occidente. Il libro è apologo sulla catastrofe cosmica. Riflessione sull’infame bassezza cui gli individui – come Putin – possono arrivare.

Torniamo con i piedi a terra e vediamo come il nostro governo sta reagendo per rendere meno difficile la vita degli italiani di fronte all’aumento di quasi tutti i generi alimentari (prezzi che galoppano come la carne e perfino le cipolle).

Le stime governative ottimiste sull’economia finiscono alla cassa. Insomma la verità si può avere – a nostro avviso – anche nella minestra.

Il potere d’acquisto degli italiani sta perdendo valore effettivo, quindi occorre intervenire sul cuneo fiscale in modo equo per tutti e non solo sui redditi bassi. Altrimenti il ceto medio continua ad essere tosato e abbandonato a se stesso.

E per chi dovesse fare ironie, meglio ricordare, visto che parliamo della Russia, che lo stipendio medio di un lavoratore russo ammonta all’equivalente di 400 euro mensili, uno dei livelli salariali più bassi del mondo. Però è una grande potenza nucleare?.

Concludo citando il decreto del governo del 2 maggio che prevede interventi per 14 miliardi. Sono previste aiuti a imprese e famiglie senza scostamento di bilancio.

Una tantum ai redditi fino a 35 mila euro (perché non a 55 mila euro?), contributo da 6 miliardi per attenuare l’effetto inflattivo. Aiuti per gas, bollette, energia e altro. Il governo poteva fare di più ma il fatto che  ha trovato i fondi, evitando di andare a debito, è già cosa buona.

A nostro avviso, perché non pensare anche a una modulazione dell’iva tra beni primari e meno?

Questa ennesima crisi deve aiutarci a cambiare e a superare debolezze storiche del Paese che tutti noi conosciamo, almeno….

Salvatore G. Blasco