mercoledì, 29 Giugno 2022

PRANZARE INSIEME SERENI, PERCHÉ NO?

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Quando i miei tre figli erano piccoli, all’ora di pranzo o di cena ma anche a colazione o nel pomeriggio dopo i compiti di scuola, mio marito ed io, guardavamo insieme a loro i cartoni animati e devo dire che era un bel modo per ridere, scherzare, abbracciarci e gioire a casa e in famiglia. Poi sono cresciuti, io, in particolare, ho cercato di imparare a guardare le loro serie tv da “Una mamma per amica” a “Il collegio” o anche “Grey’s Anatomy” (poche veramente di quest’ultima, m’impressiono facilmente), perché volevo continuare a vedere coi loro occhi ogni novità televisiva e capire perché piaceva loro così tanto, qual era il loro punto di vista e cosa ne apprendevano. Questo ci ha uniti ancora di più: a modo loro e per l’età che avevano, insegnavano anche a me la complicità dell’amicizia, la fiducia e l’amore.

Sono cresciuti ancora, adesso non so quali siano le loro preferenze ma capisco bene che c’è un tempo per tutto e soprattutto che questo tempo cambia sempre più velocemente.

I giovani hanno una forte capacità riguardo al cambiamento, forse non tutti, qualcuno si fa influenzare dall’abitudine, magari dal copiare un adulto fermo e schivo, ecco, sia questo che questi giovani, si possono definire “vecchi”.

Mio marito ed io, nel tempo, rimasti sempre più soli nei giorni feriali, abbiamo guardato nelle stesse ore che prima trascorrevamo insieme ai nostri figli, i telegiornali o alcuni programmi di interesse pubblico, fino a qualche annetto fa, utili per la nostra mente, rilassanti, direi, soprattutto gli spettacoli di intrattenimento. Questi ultimi non esistono più come pure tutto il resto, tutto, in televisione, è diventato un notiziario scellerato e, negli ultimi tempi, ogni giorno sempre più pesante da digerire.

Mi spiego: dalla mattina, alla sera, alla notte, da ogni programma televisivo a ogni telegiornale che prima mostrava la bellezza delle persone, dei luoghi e dei fatti, insieme, è inevitabile, a qualche brutta notizia, adesso, a ogni ora, assistiamo e ascoltiamo il peggio della specie umana, il tutto spiegato come fosse una normale telenovela, non di amore, solo odio, razzismo, guerre, distruzione, accettazione di tutto questo.

E qui arrivo al dunque. Ieri, a cena, ho detto a mio marito che guardando tutto questo scempio a qualsiasi ora del giorno, mi assale il vomito, sento un pugno nello stomaco, mi si appannano gli occhi e ho la nausea per tutto il peggio che ingoio. Mi ha risposto “hai ragione, anche io mi sento male, da domani la tv la teniamo spenta all’ora di pranzo e cena, dobbiamo cambiare le nostre abitudini facendo un passo indietro e ricominciare a vivere, trovando il giusto equilibrio, guardando il bello, proprio come ci hanno insegnato i nostri ragazzi”.

Così è stato. Oggi, nel silenzio, abbiamo pranzato, sapevamo delle notizie cattive e brutte, perché basta anche solo accendere per cinque minuti la radio in macchina. Quelle belle le abbiamo costruite noi, parlando a bassa voce mentre pranzavamo.

Siamo ringiovaniti di vent’anni in un momento, con l’abitudine e l’accettazione invece, eravamo diventati troppo presto troppo vecchi.

Sofia Ruta

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