mercoledì, 29 Giugno 2022

UCCIDERE SENZA PERCHÉ

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C’è la guerra e la guerra, si sa, vuol dire morte, crudeltà infinita. Ma è la guerra e ogni guerra è così. Fin qui tutto nella norma, ma c’è una violenza che sta dilagando nel mondo a macchia d’olio e non trova una spiegazione.

Si è sempre pensato che per arrivare ad uccidere occorresse una molla interiore di assoluta gravità, vendetta, odio, oppure, anche se ci si rendeva conto che si doveva necessariamente configurare come una deviazione della personalità, il “troppo amore” ossia l’amore malato.

Si uccideva anche per avidità, per derubare volgarmente in mezzo a una strada o per beneficiare di un vantaggio, per esempio un’eredità.

Poi c’erano i serial killer, più frequenti nei libri e nei film che nella realtà.

E c’erano gli omicidi di mafia e anche gli omicidi politici, tutti raccapriccianti.

Ma avevano tutti un loro perché, perverso finché si vuole, ma un filo logico di qualche tipo che, in qualche modo, li spiegava.

Adesso assistiamo a una violenza insensata: dalle stragi nelle scuole alle aggressioni tra ragazzi che nemmeno si conoscono fra di loro, l’uccisione di una donna che cammina per la sua strada da parte di uno sconosciuto. Perché? Perché lo sconosciuto aveva voglia di uccidere. Chi? La prima persona che gli capitava a tiro.

E la voglia di sfregiare monumenti, di sporcare piazze, fontane, case. Per lanciare un segnale? Sì, ma quale segnale? Chi lo fa non sa perché lo fa. Lo fa perché gli va.

E’ evidente a questo punto che la società in quanto concetto di insieme di esseri umani strutturati secondo determinate regole base è completamente saltato, ha perso ogni significato. Ma perché? Cosa è successo? Ci dev’essere stata una causa scatenante, altrimenti non si potrebbe spiegare.

Forse sbagliamo, forse questa follia covava negli esseri umani da tempo, ma perché è esplosa proprio adesso?

Il Covid è stato ampiamente studiato nei suoi effetti sui polmoni, sul cuore, sul fegato, insomma su tutti   quegli organi che la medicina supponeva, giustamente, che quel tipo di malattia colpisse e che invero era stato constatato fin dall’inizio ne subissero maggiormente i danni, ma, vuoi per il lockdown che ha stravolto le abitudini della gente, vuoi forse per una qualche incidenza del virus sulla mente umana, questa ci pare sia rimasta fortemente danneggiata. Ci chiediamo se sia stato fatto uno studio in tal senso perché ci sembra che questo particolare tipo di esplosione di violenza si collochi in modo particolarmente strano in questo periodo.

Questa totale assenza di motivazioni nei comportamenti umani non può essere scoppiata all’improvviso in una così larga parte della società, perché, per quanto riusciamo a frugare nella storia, non riusciamo a individuarla in altre epoche. La crudeltà del passato la identifichiamo sempre in regole che, per quanto barbare, per quanto incivili, trovavano sempre la loro motivazione nella struttura, nelle regole, della società alla quale appartenevano.

Quello che invece lascia sgomenti, in particolare, è che spesso l’autore della violenza non è consapevole di quello che ha fatto, è smarrito, confuso, e crediamo che quello smarrimento, quella confusione siano reali, non una sceneggiata per ottenere un giudizio per infermità mentale come troppe volte succedeva in passato..

Gli inquirenti continuano a cercare cause concrete di certe violenze ma temiamo che non le troveranno. La ricerca va fatta altrove, ma dove?

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