sabato, 13 Agosto 2022

LA GRANDE BEFFA

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Da qualche mese si verifica un “incidente” quando si ritira una somma col bancomat: l’apparecchio non funziona, pertanto è impossibile effettuare la transazione. Seccante, certo, ma esistono altri bancomat. Magari! Il problema, molto grave in particolare per questi tempi, è che i soldi risultano erogati, quindi sottratti al conto corrente, ma sono rimasti in banca. Pensiamo al pensionato che arriva a stento al giorno in cui può ritirare la pensione. Probabilmente qualche debito ha dovuto farlo per arrivare alla fine del mese e ora si deve affrettare a rimborsarlo. Con quali soldi? Con quelli che sul suo conto non ci sono più ma nemmeno nelle sue tasche?

Dovrà recarsi alla filiale della banca presso la quale si trova l’apparecchio che non ha funzionato, riempire numerosi documenti  e alla fine, molto gentilmente, gli diranno di stare tranquillo perché i suoi soldi sicuramente li rivedrà. Quando? Un giorno. Sì, ma che giorno? Eh, questo è difficile dirlo. Un po’ di tempo ci vorrà. Le macchine sono vecchie, usurate, non è così strano che si inceppino. Già, ma, visto che si tratta di banche, probabilmente i soldi per sostituirle ci saranno pure stati, e, visto, ripetiamo, che sono forse l’unico ente che disponga di denaro, sarebbe non opportuno, ma proprio doveroso che mettessero le proprie capacità di servizio a disposizione del contribuente.

E’ vero che il governo pensa di combattere l’evasione fiscale costringendo a pagare sempre e comunque senza usare il contante. Ridicolo! In questo modo i grandi evasori potranno continuare a evadere come hanno sempre fatto (non usano certo il bancomat!) e il povero pensionato non potrà più andare a comprare un cocomero alla bancarella sotto casa dove il contadino porta quelli che raccoglie nell’orto.

Tanto per andare incontro al popolo più bisognoso!

Come abbiamo cominciato a scopiazzare gli americani nel linguaggio (badate bene, non l’elegante e raffinata lingua di Shakespeare ma lo slang sguaiato dell’ultimo mandriano), ora cerchiamo di scopiazzare altri paesi molto più evoluti di noi che non hanno più bisogno di usare il contante nelle transazioni più semplici.

Sono un paio d’anni che si fa pressione su questa modifica pure in Italia, ma la sua introduzione non sembra essere particolarmente vicina, come qualcuno vorrebbe suggerire. Pare che in alcuni comuni i bancomat siano già stati eliminati, ma stentiamo a crederlo, perché sia la nostra economia che la nostra società non sono in grado di assorbire tale tipo di riforma.

Certo, non stupisce che, ancora una volta, l’effetto della riforma otterrebbe come risultato di colpire l’uomo qualunque, il pensionato, il contadino che dispone di un piccolo orticello, ma piccolo, giusto per coltivare qualche ortaggio da vendere col camion lungo la strada, colpirebbe insomma la piccola economia permettendo al vero evasore di godersi la sua ricchezza in un qualche paradiso fiscale.

Ci pare che in Italia tutte le ultime riforme siano andate in questa direzione. Incapacità o malafede?

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