domenica, 25 Settembre 2022

INCUBI DI UNA NOTTE DI PIENA ESTATE

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Un vecchio signore strippato in un doppiopetto blu di Caraceni si esibisce in una serie di spot televisivi esibendo capelli corvini dipinti sul cranio e una faccia botulinizzata stuccata dal fondotinta cinese capace di trasformare oneste carampane in improbabili drag-queen. Con pronuncia malferma ed esse sibilanti che neanche le suore, proferisce menzogne e fa promesse truffaldine al popolo bue: dal milione di posti di lavoro ora promette un milione di alberi (per impiccarsi?), la flat tax al 23% per tutti – così i poveri continueranno ad essere poveri e i ricchi sempre più ricchi -, fine dell’accanimento giudiziario – di cui lui si sente talmente vittima da ammalarsi ogni volta che deve andare in tribunale.

A 86 anni la corsa al Colle è una salita troppo ripida, anche se affrontata tenendosi per mano alla pseudo-moglie teneramente bionda col cerchietto di fiori bianchi in stile Cicciolina: una candidatura al Senato gli sembra più proponibile per il ruolo di padre nobile del centro-destra, dove quel ragazzaccio di Matteo e quella sguaiata di Giorgia fingono amorosi afflati affilando i coltelli con cui ammazzarsi appena chiusi i seggi. Tanto, in ogni caso, se vince la romanaccia l’accordo, sotterraneo ma non troppo, con il re del mojito ne prevede il ridimensionamento immediato. Mai una femmina al comando!

Intanto, un modesto appunto: ma con tutti i soldi che ha e con l’ausilio della Minetti, igienista dentale prima che star delle cene eleganti, non potrebbe cercarsi un dentista che sappia fargli una dentiera decente?

Un altro signore dal viso insignificante tenta di attirare all’interno del Nazareno tutti quelli che passano e che non sono stati allettati dalle esche della destra. Alcuni topi scappati dalla nave di Forza Italia, in procinto di affondare sballottata tra gli scogli nazional-sovranisti suoi soci, sono già entrati così come quel che resta della sinistra e dei brandelli radicali, verdi e socialisti. Questa accozzaglia incapace di formulare un minimo di programma elettorale comune e dichiaratamente contraria all’idea di poter governare tutti uniti viene tenuta insieme solo dallo spauracchio di dover battere la destra estrema! Abbandonato dalle classe operaia e stimato solo dai radical-chic dei Parioli con seconde case a Capalbio o a Cetona, rivela una pochezza ideologica  imbarazzante e una matrice democristiana indelebile. A parte il rimpianto inestinguibile per Berlinguer, la mancanza di giaguari da smacchiare di quel galantuomo di Bersani si fa sentire assai.

Nelle nebbie del sonno tre figure fluttuano solitarie, per ora…

Conte, abbandonato da quelli dei suoi che vogliono fare i politici per mestiere, cerca di trovare altri personaggi duri e puri che rialzino le speranze di aria nuova promessa dal Movimento ai suoi albori. Rientrerà Di Battista? Chissà… Forse sarebbe stato meglio, lasciato l’incarico governativo, tornare ad arare il suo campo come fece ai suoi tempi Cincinnato, salvo poi essere richiamato al comando a furor di popolo?

Renzi, dal basso del suo 2 virgola qualcosa per cento, impazza su tutte le reti televisive. Rilascia 5/6 interviste al giorno ed è invitato a tutti i talk show esistenti. Linguacciuto e indisponente usa l’antipatia come punto di forza: riuscirà nel suo intento di attrarre gente che apprezza il suo stile da doppiogiochista traditore? C’è da temere che di estimatori potenziali l’Italia ne sia ricca…

Poi c’è Calenda, un caso clinico. Ondivago, si contraddice ogni cinque minuti. Dice cose sensate ma poi le sfascia in un fiat. Non è chiaro come la pensa, un colpo al cerchio della sinistra,  uno alla botte del centro destra. Però ci mette sempre la faccia, cosa che non è da tutti.

Il sonno viene adesso turbato dal vociare scomposto della Madre italiana che torna a proporre il blocco navale contro l’invasione dei clandestini, una evidente concessione a Salvini che smania di tornare a fare il capo degli sbirri. La cosa più preoccupante è che si è impadronita di tutti i temi tradizionalmente della sinistra e che li sa manovrare con scioltezza. Peccato però con lei al governo la probabilità di un medio evo prossimo venturo, specialmente per le donne, è dietro l’angolo. L’impossibilità di correre per il terzo mandato priverà gli italiani di possibili spassosi duetti Meloni – Taverna, saporiti come un carciofo alla giudia e un taglio di pizza bianca con la mortazza.

All’alba il sonno leggero è turbato da un vortice di figure che si sovrappongono sullo sfondo inquietante di centrali atomiche trasformate in obiettivi militari, di navi alle grandi manovre nel mare cinese, di altre navi cariche di cereali bloccate nei porti, di gasdotti chiusi per pretese manutenzioni.

L’inespressivo Biden che si è rivelato provocatore e guerrafondaio tanto da far rimpiangere quel trombone golpista di Trump, la speaker Pelosi col suo tour inopportuno in Asia, Xi Jin Ping pronto a cogliere l’occasione offerta su un piatto d’argento di replicare a spese di Taiwan le imprese dell’immondo Putin. Zelensky che più tempo passa, più interviene ovunque e più dà spazio all’idea che non sia tutto oro quel riluce in Ucraina, l’inutile Europa che si affida alle capacità diplomatiche di quel marpione assassino di Erdogan, la Serbia pronta ad innescare un’altra guerra fratricida col Kossovo, Israele di nuovo aggressore della striscia di Gaza.

Il fragore degli zoccoli dei quattro Cavalieri dell’Apocalisse provoca un brusco risveglio, sudato e pieno di dolori articolari…

Una tazza di caffè, una bustina di Oki e via! Oggi è un altro giorno e stasera sarà meglio spegnere la tv e cenare leggero.

Kazzandra

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