venerdì, 30 Settembre 2022

TREDICI PERSONAGGI IN UN… DIALOGO A DUE

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Una sera modicana ad affrontare le rampe della scalinata di S. Giorgio e ritrovarsi infine al Castello dei Conti (modificato nel tempo che non rispetta, o lo fa solo di rado, i vetusti ambienti aerei) in tanti all’interno del cortile in cui  “Scenari” di Piera Ficili va in onda col libro “Diavoli di sabbia” di Elvira Seminara, l’oltremodo geniale e creativa autrice catanese. È’ venerdì 22 luglio. Non c’è un refolo d’aria e i ventagli creano una parvenza di vento, piccoli turbini personali simili ai “folletti” (i diavoli di sabbia del titolo).
Tredici personaggi “in una continua altalena tra ebbrezza e malore…per la grande buffoneria del dolore” (Ripellino) si incontrano scontrandosi in una notte siciliana onirica di pioggia “maladetta e greve” intavolando un dialogo a due che ha più la parvenza del monologo alienato della non comunicazione; tredici, come il numero primo della successione di Fibonacci che dovrebbe portare al numero aureo leonardesco, alla spirale tanto perfetta delle chiocciole… Qui invece non c’è niente di perfetto (omicidi veri? presunti?), solo la manchevole imperfezione umana delle monadi. A due per volta sbattono sul muro della Zweisamkeit, la Duitudine della solitudine simbiotica provata in due, saltano tacchi e bottoni tra bidet che perdono, impronte di fango e odore di cani bagnati. La pioggia fa saltare un tombino che fa pendent col pecorino nell’accavallarsi delle libere associazioni e dei dialoghi apparenti. Personaggi rassegnati, come noi, alle spore di tante verità, ciascuna diversa dall’altra, un micelio che sa di muffe tossiche sotto la pioggia infinita che cela l’arcobaleno ai nostri sguardi miopi, inchiodati a solo un metro da noi, reclusi volontari, carcerati e secondini di noi stessi, sfiorati dalla vita senza mai viverla.
Un libro squieto per tanti motivi che non è possibile elencare non avendo la sottoscritta la più pallida idea di come accalappiare l’equilibrio della giostra combinatoria di questo gioco al massacro.
Per una sera il Castello dei Conti ha provato ad essere un Castello dei destini incrociati i cui ospiti sperimentano versioni molteplici e contraddittorie delle relazioni umane ma senza tarocchi…

Marisa Scopello

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