venerdì, 30 Settembre 2022

CUI PRODEST?

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Quanti sono i mesi di guerra? Ormai non li contiamo più. Le notizie dal fronte ci interessano relativamente, gli stessi notiziari ne parlano appena.

Da un lato Putin procede come uno schiacciasassi per la strada che aveva deciso, dall’altro Zelensky appare più un divo che il capo di uno Stato aggredito. Ma non è uno show!

Per quello che ci riguarda è l’incubo dell’aumento del prezzo del gas che porta con sé conseguenze pesanti, troppo pesanti per la nostra vita, specie dopo la pandemia che già ci aveva lasciati stremati, e abbiamo la sensazione di trovarci non di fronte a una guerra che potrebbe distruggere l’intero nostro pianeta, ma di fronte a due ragazzini che si fanno i dispetti. Solo che Putin e Biden non sono due ragazzini e i loro dispetti possono portare a una catastrofe nucleare.

Lascia perplessi, molto perplessi, l’atteggiamento dell’America, che, anziché cercare di fermare la guerra tra Russia e Ucraina, come dichiarato all’inizio e come continua a dichiarare, fa di tutto per irritare la parte orientale del pianeta: dalle tante dichiarazioni platealmente offensive di Biden all’ostentata visita ufficiale, ma chiaramente provocatoria, a Taiwan di Nancy Pelosi, che ha scatenato l’aperta ostilità della Cina, fino a quel momento considerata un possibile mediatore per arrivare a un compromesso di pace, e oggi una recrudescenza della provocazione stessa con l’arrivo a Taiwan di una delegazione del Senato americano. A volte si ha addirittura la sensazione che sia l’America più che la Russia a volere il conflitto. Ma perché? Per un momento avevamo pensato che dopo Trump in America si sarebbe potuti tornare a una gestione più democratica del paese, magari non come ai tempi di Kennedy ma almeno di Obama. Invece, anche se ufficialmente il fronte politico è diverso, ci chiediamo quanto migliori siano le scelte di Biden; tra un esaltato e un ingenuo chi è più pericoloso?

Non è vero che in ogni guerra ci siano necessariamente un buono e un cattivo. La guerra è sempre e comunque un insieme di violenza e crudeltà alle quali è impossibile dare una giustificazione.

Fra i due colossi che oggi si stanno fronteggiando sul filo della guerra nucleare, la vittima maggiore siamo noi, perché se da un lato non siamo mai riusciti a inserirci fra i paesi che contano davvero in Europa, ci ritroviamo schiacciati dall’America alla quale da molto tempo a questa parte cerchiamo disperatamente di uniformarci quasi ci sentissimo uno Stato dell’Unione. Vergogna! Abbiamo del tutto dimenticato che quando i nostri avi costruivano opere di magnificenza inaudita, scrivevano parole immortali, creavano capolavori di bellezza ineguagliabile, davano una fondamentale impronta alla scienza attuale i futuri signori dell’America e padroni del mondo giravano ancora a piedi scalzi nelle foreste.

Adesso invece ci facciamo dire quante armi dobbiamo mandare in Ucraina, quali sanzioni dobbiamo imporre alla Russia (che se la ride), come dobbiamo distruggere l’economia dei poveri, dei nostri poveri, che, in questa situazione, aumentano sempre di più. Siamo geniali!

 

 

 

 

 

 

 

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