mercoledì, 1 Febbraio 2023

Lettera al Direttore

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Nel congresso del PD che cosa va cercando il segretario Letta, visto che è stato proprio lui a porgere in un piatto d’argento la vittoria alla collega avversaria Giorgia Meloni?  Letta va dicendo che, se il nuovo governo di centro destra cadrà, andremo di nuovo al voto. Ma, io dico, per far che cosa? Forse per provare dopo pochi mesi a fare il bis della passata sconfitta? Ma perché, nell’ambito di tutto il PD, non c’è stato nessuno capace di metterlo in guardia dall’errore che stava facendo di escludere l’alleanza con i Cinque Stelle anche se fino a poco tempo prima si trovavano insieme nel governo giallo-rosso diretto da Giuseppe Conte, che stava andando nella direzione giusta ed è stato sfasciato da altri che avevano interessi propri?

Anche se con qualche disaccordo per alcune scelte, il centro destra ha formato il nuovo governo. Ora l’unica cosa che il centro sinistra deve fare è accodarsi agli altri partiti e vedere come volge la situazione ed eventualmente fare opposizione seria e costruttiva.

In questo periodo tutta la popolazione è in rivolta a causa delle bollette con cifre dai molti zeri, che non si possono pagare, iniziando dai vari imprenditori di fabbriche, panetterie, ristoranti, alberghi, etc. etc. e dei cittadini che sono esasperati e con i nervi a fior di pelle, perché non ce la fanno ad arrivare a fine mese per gli stipendi che non bastano più nemmeno per l’acquisto dei prodotti di prima necessità, i cui prezzi sono quadruplicati.

Il governo che sta per insediarsi, anche se tiene fede ad attuare il programma già stabilito, innanzitutto dovrebbe rinunciare all’eliminazione del reddito di cittadinanza, che è l’unico sussidio che ricevono i percettori per poter sopravvivere, poi evitare di annullare la legge 194 sull’aborto, e per il momento sarebbe meglio mettere nel cassetto la flat tax a quota piatta 15%, perché questi cambiamenti potrebbero trasformarsi in mine inesplose, e se esplodessero creerebbero danni irreversibili per tutta la popolazione.

Distinti saluti

Giovanni Amore

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