mercoledì, 1 Febbraio 2023

CHE FIGURACCIA!

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“Caffè: uomini… euro 80, donne… euro 70, gay… euro 75”

Questo cartello, apposto in un bar del centro di Modica, ha fatto il giro del mondo. Il proprietario, intervistato, ha dichiarato di non essere omofobo e ci crediamo, perché siamo convinti che il prezzo ridotto per i gay possa essere stato… un gesto di cavalleria.

Vien da chiedersi però in base a quale elemento il gay in questione possa dimostrare di esserlo. Maschio e femmina lo troviamo scritto sulla carta d’identità, ma gay? Andrebbe inserita questa previsione nei documenti ma ancora non lo è, quindi un uomo, per pagare 5 centesimi di meno, lo può dichiarare senza che si possa dimostrare che mente?

Ecco dunque che torniamo al discorso da noi ribadito più volte che è una sciocchezza fare distinzioni nelle professioni o nelle cariche fra il maschile e il femminile. A parte la cacofonia fonetica che queste generano, a parte la ghettizzazione (sì, ghettizzazione, perché limita la professione o la carica al genere invece di dare la prevalenza all’attività svolta), ci troviamo in questo caso di fronte all’impossibilità di determinare il genere se non sulla parola del soggetto. Ridicolo, inappropriato e stupido. Non per niente di questa iniziativa si è parlato e si è parlato persino sul web facendo ridere o indignare i suoi innumerevoli frequentatori. L’Arcigay ha protestato e il cartello è stato rimosso, ma ormai aveva già fatto il giro del mondo.

Oh, certo, il bar ha conosciuto una pubblicità come nessuna insegna, nessun volantino, nessun megafono avrebbe potuto fare e per la pubblicità oggi si è disposti a fare qualsiasi cosa, perfino sprofondare nel cattivo gusto.

Però questo “lancio pubblicitario” non è stato visto bene dai frequentatori del web, col risultato che il nome di Modica è stato portato alla ribalta non certo in maniera positiva.

Un tempo si parlava di questa cittadina per le sue radici culturali, per la bellezza di chiese e palazzi, per la storia di quella Contea che aveva caratterizzato di sé i tempi del feudalesimo con i Chiaramonte e i Cabrera, quando era definita Regnum in regno. Una ventina di anni fa era stata rilanciata turisticamente al punto che il duomo di S. Giorgio era comparso sulla copertina della rivista del Touring. Era stata rilanciata per la sua bellezza, per la sua arte, per i suoi vicoli incontaminati dal tempo. Ma poi la bellezza è diventata sempre meno importante per essere surclassata da beni materiali, molto materiali, così Modica ha puntato sulla cioccolata per far parlare d sé, senza rendersi conto che il suo nome si stava affermando nel mondo grazie al nobile sport della scherma. Ma no! Volete mettere l’importanza della cioccolata? Non più statue a Carlo Papa ma alla barretta di cioccolata! I locali esclusivi, i negozi raffinati hanno lasciato il posto alla massificazione che appiattisce e spersonalizza. Pittori, scultori, poeti sono finiti in cantina, adesso largo agli chef! Perché nel mondo conoscenza, bellezza, arte hanno perso importanza, si cercano solo i beni materiali, è il gusto il senso più omaggiato, quello che accarezza il palato, non il buon gusto, è allora perché non lanciare una pubblicità di pessimo gusto, ma di quelle che spaccano, come usa dire oggi, l’importante è diventare famosi, anche, e soprattutto, senza un motivo.

 

 

 

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