sabato, 3 Dicembre 2022

Lettera al Direttore

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Sono d’accordo per il bonus del centodieci per cento. Però ci dovrebbe essere una clausola di coscienza, per chi dovrà usufruire di questo bonus, il proprietario dello stabile dovrebbe dichiarare la cifra di capitale che possiede, e in più l’introito che mensilmente percepisce, rispettando le norme stabilite e non superare il capitale che è stato imposto, perché, se non si mettono questi limiti, continuando in questo modo si stanno  agevolando solo i proprietari di palazzi e chi ha più di un appartamento, i quali avrebbero la possibilità economica di poterli ristrutturare a spese loro, ora in tutta Italia i cittadini che stanno approfittando del bonus, una buona percentuale, sono questi e, per evitare queste agevolazioni, ci dovrebbero essere più controlli da parte dei tecnici comunali prima di dare l’assenso alla ristrutturazione o no di un edificio, perchè l’ufficiale pagatore prima di sborsare centinaia di migliaia di euro dovrebbe essere sicuro che il diritto è reale (se un cittadino deve richiedere qualche centinaio di euro al Comune prima di ogni cosa deve esibire l’ISEI e non superarlo)

In molte città d’Italia si vedono solo impalcature di ponteggi nei grossi palazzi, ed è rarissimo che si vedano in qualche caseggiato singolo o in qualche edificio scolastico o edifici di case popolari con i lavori in corso, ma anche queste non hanno bisogno di manutenzioni, e di essere messe in sicurezza?

Ora lo Stato che sta mettendo a disposizione tanti miliardi per il bonus, che potrebbe essere più necessario utilizzarli per ricostruire alcuni alloggi nei paesi distrutti dal terremoto, mentre i terremotati in questo periodo hanno ricevuto delle bollette di pagamento inerenti alle case distrutte.

Se il governo ha deciso di diminuire il super bonus dal 110% al 90%, creando la disuguaglianza tra i cittadini, in questo periodo si trovano cittadini di serie A con lavori ultimati col bonus del 110%, alcuni che stanno proseguendo sempre col 110%, e altri di serie B che possono usufruire solo il 90%, e se non si volesse questa disparità, il governo non avrebbe dovuto modificare questa legge, per recuperare alcuni miliardi, oppure ora dovrebbe interessarsi  richiamando i cittadini che hanno avuto i lavori fatti con il 110%, imponendogli il pagamento della quota del 20%, per allinearsi a coloro che devono avere solo il 90% di disponibilità per effettuare i lavori.

Distinti saluti

Giovanni Amore

Sarebbe illegale da parte dello Stato negare un diritto quesito, quale è appunto il bonus del 110%. Prima di fare affermazioni categoriche, perché non s’informa?

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