mercoledì, 1 Febbraio 2023

C’È FUTURO PER LA TERRA?

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Forse pochi sanno che l’estate 2022 con le sue torride temperature ha fatto sciogliere il 6% dei ghiacciai alpini, i quali purtroppo vedono ridurre il loro spessore di anno in anno. Per non parlare della Groenlandia ambiente in cui il ghiaccio si sta sciogliendo 100 volte più velocemente di quanto stimato in precedenza. Questa massiccia perdita di ghiaccio è dovuta al processo di undercutting: esso consiste nel fatto che i ghiacciai, ritirandosi, entrano in contatto con le masse d’acqua sottostanti, più calde. Il ghiaccio quindi viene sciolto dal basso determinando un maggiore assottigliamento, che favorisce un ulteriore ritiro. Infatti in queste ultime settimane si registrano più fenomeni legati a slavine e valanghe anche in alte quote, mentre diversi impianti sciistici lamentano la mancanza di neve e sono in sofferenza notevole, infatti l’intera filiera turistica legata allo sci invernale si trova a vivere un periodo di enorme difficoltà. Ma l’innalzamento delle temperature sta causando, tra le altre cose, una sofferenza continua a diverse specie animali che soffrono la mancanza di cibo causata dallo scioglimento dei ghiacciai e dalle alterazioni dei microclimi ad esso collegati. Tra le specie a rischio di estinzione ormai ci sono anche i pinguini. Il BirdLife International è un network di organizzazioni per la tutela degli uccelli e dei loro habitat. Secondo questa organizzazione, dieci specie di pinguini su diciotto presenti sul nostro pianeta sono a rischio di estinzione.
Può sembrare paradossale che una creatura così forte come il pinguino, che nei millenni è riuscita ad adattarsi a condizioni tanto estreme per la quasi totalità delle altre forme di vita, sia adesso a rischio estinzione.

Possiamo dire che il pianeta si ribella a tutto quello che l’uomo “miope” continua a fare, senza rendersi davvero conto dell’emergenza.  Un segnale chiaro e di condanna che come tanti altri rimarrà inascoltato. Non c’è più tempo da perdere in chiacchiere, lo ha ribadito tante volte anche l’attivista Greta Thumberg che, giovanissima, ha duramente rimproverato i “grandi” della Terra sollecitandoli ad un cambiamento vero. Questa ragazza è riuscita a smuovere gli animi sul tema della crisi climatica più di chiunque altro al mondo. I suoi scioperi individuali sono diventati globali, e nel tempo hanno preso il nome di Fridays for Future, movimento ecologista che oggi si trova a tutte le latitudini del pianeta, ispirato proprio dalla lotta di questa giovane svedese. Nel 2018 la giovane decise di intraprendere lo sciopero scolastico ad oltranza fino a che il parlamento svedese non si fosse assunto l’impegno di ridurre le emissioni di anidride carbonica, come previsto dall’accordo di Parigi. Le immagini di questa adolescente imbacuccata nel suo impermeabile giallo, con il cartello Skolstrejk för klimatet (Sciopero scolastico per il clima), fecero il giro del mondo. Nel dicembre dello stesso anno Greta Thunberg parlò al vertice delle Nazioni Unite COP24, lanciando una dura invettiva contro i potenti della Terra con queste parole divenute ormai famose: “Voi parlate solo di un’eterna crescita economica green perché avete troppa paura di essere impopolari. Ma parlate soltanto di perseguire le stesse cattive idee che ci hanno condotto a questo disastro, mentre l’unica cosa sensata da fare sarebbe tirare il freno d’emergenza. Non siete abbastanza maturi da dire le cose come stanno. Lasciate persino questo fardello a noi bambini. Dite di amare i vostri figli, eppure state rubando loro il futuro davanti ai loro stessi occhi”.  Eppure nessun potente della terra, nessuna conferenza o accordo internazionale ha rappresentato un vero cambio di rotta, tutto continua ad essere sommerso, perché ci sono troppe cose in ballo, troppi interessi sarebbero in gioco, meglio lasciar correre, magari in futuro chissà i nostri discendenti potrebbero imparare a vivere sulla luna, in attesa di un nuovo, succulento e rigoglioso pianeta B.

Graziana Iurato

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