mercoledì, 1 Febbraio 2023

INDIETRO TUTTA!

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Com’era ampiamente prevedibile il passaggio dall’opposizione al potere governativo sta mettendo duramente alla prova la nostra giovane prima donna premier.

Le promesse elettorali, che tanta speranza avevano suscitato e tanti voti portato, si stanno scontrando con la triste realtà.

Passare dalle parole ai fatti è difficile se le parole non provengono dalla profonda conoscenza dei problemi che si intende risolvere. Se poi una legge elettorale tra le peggiori mai scritte costringe ad alleanze fondate solo sulla possibilità di accaparrare poltrone, a vittoria ottenuta i coatti compagni d’avventura tendono a voler riaffermare la propria identità politica in un gioco di fughe in avanti, di consigli velenosi, di ostruzionismo strisciante.

Essendo un atto di guerra, e la nostra Carta Costituzionale ci vieta di entrare in guerra, dello strombazzato blocco navale per bloccare l’immigrazione clandestina si sono perse le tracce. In compenso, per ostacolare comunque l’attività delle ONG che pattugliano il Mediterraneo alla ricerca di carrette del mare e di gommoni carichi di infelici, è passato il principio di matrice leghista che consiste nel limitare ad un solo recupero di naufraghi, pochi o tanti che siano, da portare in un porto sicuro che viene assegnato d’autorità a grande distanza dal luogo del soccorso, quindi niente Lampedusa o Sicilia e Calabria ma lunghe, spossanti ed onerose risalite verso il nord dello Stivale.

Matteo Salvini ha causato una crisi diplomatica seria con la Francia quando, tramite il suo braccio secolare Piantedosi ministro dell’Interno, ha imposto alla nave Ocean Viking della ONG francese SOS Méditerranée di sbarcare 243 migranti, tra i quali 57 bambini, in un porto francese che, dopo un lungo braccio di ferro, è stato identificato nel porto militare di Tolone.

 I francesi non sono granché teneri coi profughi: chi ha letto Lungo petalo di mare di Isabel Allende ricorderà le modalità disumane che contraddistinsero l’accoglienza dei profughi spagnoli in fuga dalle rappresaglie franchiste al tempo della guerra civile. Adesso i migranti non vengono più isolati su una spiaggia senza ricoveri né alcun tipo di soccorso come allora, ma i 200 rimasti dopo l’espulsione di una quarantina di loro sono ospitati in una struttura per vacanze estive situata nella stretta penisola di Giens a Hyères, comune nelle vicinanze di Tolone, immediatamente dichiarata “zona di attesa internazionale” pur di non ammetterli sul territorio francese: almeno un tetto sulla testa, un letto e del cibo l’hanno ottenuto. Al momento non ci sono notizie relative alla sorte di queste persone tranne che le espulsioni hanno riguardato un altro centinaio di esse. Passato il momento clou, sul cosiddetto carico residuale l’informazione giornalistica latita…

Un’altra promessa elettorale andata a quel paese è stata quella sulla possibilità di non accettare pagamenti POS al di sotto dei 30/60 euro senza incorrere nelle sanzioni previste dalla legge vigente. Su questo argomento si è destato un vespaio insopportabile fra tradizionalistiamanti dei pagamenti in contanti e modernisti che preferiscono ricorrere alla moneta elettronica. Non stiamo qui a valutare i pro e i contro tra i due modi di circolazione del denaro, quanto invece a sottolineare il pressappochismo con cui l’argomento è stato buttato in pasto all’elettorato.

Commercianti, professionisti ed esercenti che per legge sono obbligati ad accettare solo pagamenti tracciabili sono stati beffati: chi sperava di poter evitare di pagare le commissioni bancarie dovute per l’uso del POS almeno per gli importi modesti e chi sognava il ritorno ai pagamenti in nero sfruttando scappatoie legali – in questo favoriti anche dall’innalzamento dei prelievi in contanti fino a € 5.000, cifra approvata dalla commissione europea – ha dovuto ingoiare un amaro boccone.

La richiesta popolare di abbattimento dei costi bancari si è scontrata con una delle affermazioni avventate apparse nel diario/blog di Giorgia: essendo la moneta elettronica inventata e gestita da imprese private, secondo lei sarebbe incostituzionale l’azione dello Stato che intendesse obbligarle a rinunciare al rimborso degli oneri di gestione oltre al margine di guadagno.

Per contro ci chiediamo quanto sia in armonia col dettato costituzionale l’obbligo di pagare e di accettare pagamenti usando carte di credito, di debito o prepagate emesse da banche private e gestite da server privati, liberi di applicare oneri a carico dei propri clienti che li ritengono comunque eccessivi e calcolati con scarsa trasparenza. Tra chi grida che si fanno solo gli interessi delle banche e sogna di poter girare con rotoli di banconote in saccoccia e chi invece si sente al riparo da furti e rapine uscendo di casa col portafogli vuoto, la terza via proposta è quella di calcolare come credito d’imposta il 30% del valore delle operazioni POS effettuate. Staremo a vedere.

Altro pasticcio è quello sull’aumento delle pensioni minime per portarle tutte a mille euro al mese. Questa utopica proposta berlusconiana, tanto simile al milione di posti di lavoro promessi dal suo primo governo, si è subito scontrata con la realtà della irreperibilità dei fondi. In ogni caso sfugge al cittadino comune il senso di operare gli aumenti secondo percentuali calcolate sul rateo mensile delle pensioni: chi percepisce il minimo avrà in più 38 euro e, procedendo per scaglioni, chi percepisce 4.000 euro ne incasserà 150 in più. Appare evidente che per chi ha una pensione alta l’aumento non migliora granché una situazione di benessere, mentre con 38 euro in più si resta comunque morti di fame: ma non sarebbe stato meglio invertire il criterio e dare 150 euro alla nonna che con 500 mensili è costretta a stare al freddo e a cenare con una tazza di latte?

La lunga conferenza stampa concessa dalla Meloni a fine anno è risultata piena di ambiguità e di perifrasi. I buoni propositi enunciati troppo spesso sono sembrati incapaci di velare oscure manovre e di saper come fare a resistere alle cattive intenzioni. Anche in questo caso non resta che la vigile attesa.

Di certo finora si sono viste fondamentalmente mazzate per i ceti meno abbienti e per le parti più deboli della società. Donne e giovani i più penalizzati con i tagli all’Opzione Donna, con la prossima abolizione del Reddito di Cittadinanza, con la risibile riduzione del cuneo fiscale che non favorirà più di tanto la capacità di assunzione di nuovi lavoratori, con l’abolizione del Bonus Cultura ai diciottenni. Per esempio, la proposta di dare 1.500 euro solo ai diciottenni usciti dalla maturità con 100 e con un ISEE bassissimo di fatto premierà pochissimi ragazzi, ma potrebbe innescare comportamenti eticamente scorretti, quali minacce ai professori o false dichiarazioni di povertà.

La sottaciuta tendenza del governo sembra essere quella di allargare ancora la forbice: tutelare i ricchi – comprese le squadre di calcio di serie A! – con condoni fiscali camuffati e relegare i poveri al lavoro sottopagato e alla precarietà. State sereni, tornano i voucher!

A fronte di un’intera generazione di trentacinque/quarantenni che ha solo potuto lavorare in nero o con ingaggi a termine, come si fa a restare tranquilli sentendo che si potrà andare in pensione a poco più di sessant’anni con 41 anni di contributi?

Come si può tollerare la reintegrazione delle accise sui carburanti e l’ulteriore aumento delle bollette di luce e gas senza che si sia fatto nulla di concreto per recuperare il plusvalore speculativo sui guadagni dei gestori e con un forte calo dei prezzi di gas e petrolio? Ci viene detto che ci vorrà qualche mese per veder scendere il caro-energia e che comunque questo modo di procedere e questi tempi son stati studiati per agevolare i poveri. Per noi isolani tutto ciò che arriva da fuori viaggiando su gomma costerà di più e per noi sarà ancor di più oneroso esportare i nostri prodotti agricoli, già da anni boicottati dalle importazioni europee da paesi non UE, visti anche gli aumenti delle tariffe autostradali. Per molto, molto meno in Francia i gilè gialli avrebbero rivoltato Parigi come un calzino!

Ma quando ci stancheremo di sentirci dire che tutto va per il meglio nel migliore dei mondi possibile? Se continueremo a credere vincente la filosofia di Pangloss, perché abbiamo sole, mare, pizza e mandolino, facciamo come Candido e andiamo a coltivare l’orto.

Lavinia P. deNaro Papa

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