mercoledì, 1 Febbraio 2023

ORA ABBIAMO UN PAPA, UNO SOLO

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Con la scomparsa di Benedetto XVI finisce un periodo strano, iniziato l’11 febbraio 2013 quando, davanti al Concistoro, egli annunciò in latino la sua rinuncia a reggere le sorti della Chiesa, aprendo al cardinale Bergoglio la strada del pontificato.
Strano per la coesistenza di un Papa Emerito e un Papa in carica, mai accaduta prima.
Solo otto volte in tutta la millenaria storia della Chiesa un Papa ha deciso di rinunciare al soglio, ma due sono quelli che sembrano più significativi; gesto uguale, uguale forse la motivazione, diversa la temperie storica: Celestino V e Benedetto XVI.
Del primo, Pietro da Morrone, monaco benedettino ed eremita, eletto Papa a sorpresa il 29 agosto 1294 dopo un annoso conclave di undici cardinali troppo legati a regnanti diversi e interessi di potere, rinunciò alla sua carica dopo solo quattro mesi. Venne santificato dalla Chiesa ma condannato all’inferno da Dante e messo tra gli ignavi; le parole del Poeta “colui che fece per viltade il gran rifiuto” sono legate a ciò che successe alla sua abdicazione: permise l’ascesa di Bonifacio VIII che fece turpe mercato del sacro.
Del secondo sappiamo tutto: Joseph Ratzinger, illustre teologo, decano del collegio cardinalizio e stretto collaboratore di Giovanni Paolo II di cui officiò i funerali in una giornata piena di vento e di cordoglio. Aveva scritto Encicliche di grande respiro teologico e riteneva il latino la lingua che esprimeva pienamente l’universalità della Chiesa mentre intorno a lui si scatenava lo scandalo della pedofilia e quello finanziario. Non ha retto questo peso e il suo sorriso timido si è lentamente spento nella tormentosa certezza di non farcela.
Due figura accomunate da umiltà e debolezza, età avanzata e, forse, tanta paura del mondo. Entrambe unite dal pallio che Benedetto aveva indossato all’inizio del pontificato e donato a Celestino in occasione della sua visita a L’Aquila.
Smarriti nella polverosa carne di vecchi mentre i loro puri occhi di bambini rimanevano a guardare oltre, verso la luce.

Marisa Scopello

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