mercoledì, 1 Febbraio 2023

Lettera al Direttore

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Dopo circa 3 lunghi anni passati in compagnia del coronavirus, ancora nessuno ha imparato come potersi difendere da questa micidiale malattia, infatti nemmeno quelli che hanno assunto la terza dose hanno potuto evitare  il contagio. Quanto alla sanità, essendoci stato un rallentamento del virus per alcuni mesi, ci sarebbe stato il tempo necessario per provvedere in molti ospedali di tutta l’Italia la sistemazione di alcuni presidi ospedalieri, al fine di ospitare i pazienti colpiti dal covid in modo più civile, e non pensarci sempre quando siamo  tutti con l’acqua alla gola, e quindi costretti a fare le cose in fretta, perché i dottori e gli infermieri devono fare dei turni stressanti e devono fare salti mortali per poter curare al meglio i pazienti ricoverati.

Il giorno 6 gennaio alle ore 21,00 per un malore improvviso sono stato ricoverato in un presidio ospedaliero di Modica, sono risultato positivo al covid 19 e sistemato assieme ad altri due pazienti in una stanza e una barella da me occupata dal primo giorno di ricovero, senza nessun lenzuolo perché non ne avevano di scorta, e per tre giorni ho dormito sopra la plastica della barella stessa. Le lenzuola le ho avute dopo il 4° giorno prima di essere dimesso. Il colmo è che io al momento delle dimissioni ero ancora positivo, mandato a casa solo con la terapia, viene esclusa l’assistenza del medico di famiglia, e dovrebbe assistere solo il personale dell’UCA di Pozzallo, dove, con tre linee telefoniche, nessuno risponde. Io ero già stato 6 giorni acasa.

Ritornando all’anomalia della stanza, questa era sprovvista di campanelli per poter chiamare gli infermieri quando avevamo bisogno, in oltre si aspetta ancora che arrivi tutto l’arredamento necessario, perché a tutt’oggi non ci sono letti, comodini, tavoli e armadietti per gli indumenti, in questo modo i borsoni vengono sistemati per terra sul pavimento, riempiendosi  la polvere e creando fastidio all’inserviente per la pulizia giornaliera e al personale che distribuisce le pietanze; il vassoio lo appoggiavano  sopra il letto per mancanza di tavolo e, finito di mangiare, a terra, questo è l’igiene che si mantiene in una struttura sanitaria, proprio in questo periodo che si dovrebbero evitare ulteriori contagi.

Per circa tre giorni non c’è stata carta per asciugarsi le mani, carta igienica e sapone nel bagno.

Ovviamente non posso sapere se nelle altre stanze la situazione era la stessa.

Questo presidio è uno dei tanti sparsi in Italia, a Modica è nelle strutture sopra il pronto soccorso dell’ospedale Maggiore Nino Baglieri, gestita dall’ASP 7 di Ragusa.

Queste strutture ogni tanto dovrebbero essere controllate da parte dei NAS, e trovandole in tali condizioni dovrebbero sanzionare i responsabili, anche se appartengono dell’alta sfera sanitaria, in modo da far rispettare nel migliore dei modi l’accoglienza dei pazienti che pagano le tasse.

Con osservanza

Giovanni Amore 

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