venerdì, 15 novembre 2019

L’editoriale di Luisa Montù

MA DOVE SIAMO NOI?

l'editoriale di Luisa Montù

No, non è la prima volta che affrontiamo questo argomento e di sicuro non sarà l’ultima. Perché ogni anno ci sentiamo sconfitti. Sconfitti nella nostra anima, nel nostro passato, nel nostro appartenere a una gente che è stata spesso schiacciata ma ha saputo risorgere, forte del suo passato, delle sue tradizioni, delle sue radici. Perché è dalle radici che si …

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ROBA DA BULLI

l'editoriale di Luisa Montù

Quando un governo sente minacciati i propri interessi, economici, espansionistici e via dicendo, pensa di risolvere il problema scatenando una guerra. Forse quel determinato problema lo risolve e poi? Ha ucciso tante persone. No, non quelle che minacciavano il suo interesse, ma la povera gente, quella che non c’entrava nulla e che in realtà non era mai stata una minaccia. …

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UNIVERSI PARALLELI

l'editoriale di Luisa Montù

Stiamo vivendo anni difficili in Italia. Le tasse, sia statali che comunali, diventano sempre più esose e sempre più ingiuste. La salute non è più un diritto del cittadino, ma un privilegio per il ricco. La giustizia si accartoccia su se stessa sfornando sentenze incomprensibili e insensate, rendendo nella gente sempre più forte la convinzione del diritto di farsi giustizia …

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USIAMO NOI STESSI PER DISTRUGGERE NOI STESSI?

l'editoriale di Luisa Montù

Strana epoca quella in cui ci troviamo a vivere! Un’epoca in cui non solo i valori (che quelli cambiano col cambiare dei tempi perché muta la visione delle cose, dei rapporti umani, dell’interpretazione di quanto ci accade intorno), ma persino i sentimenti, le passioni, che pure dovrebbero essere pulsioni istintive e per questo immutabili, si sono trasformati, come se fossero …

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LA POLITICA DELL’ODIO NON È POLITICA

l'editoriale di Luisa Montù

Quando un popolo è oppresso da un dittatore, la storia ce lo insegna, fa la rivoluzione. E’ vittima dell’ingiustizia, quindi è normale che odi il tiranno. Il monarca invece che vuole allargare i propri confini e aggradisce il monarca del regno vicino, lo fa per avidità, non per odio. In un paese democratico, dove i cittadini, attraverso il voto, sono …

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IMPARIAMO DI NUOVO A PASSARCI LA PALLA!

l'editoriale di Luisa Montù

Quando eravamo ragazzini, a Roma, si giocava a pallone a Villa Borghese. Si cercava un punto in cui ci fossero quattro alberi disposti in maniera accettabile (e fortunato il portiere che capitava dove i due alberi erano più vicini tra di loro!) e si disputavano partite bellissime. Maschi e femmine, nessuno ci faceva caso, purché si sapesse trattar bene il …

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QUANDO TUTTO È FINTO

l'editoriale di Luisa Montù

Che i collezionisti siano persone un po’ bizzarre lo sappiamo tutti, così non ci stupiamo se fra loro c’è chi raccoglie oggetti d’arte, gioielli, manufatti antichi, piante, insetti, penne, chiavi e quant’altro, quindi non si limita a ciò che lo possa affascinare perché bello, ma a qualcosa che soddisfi un impulso inspiegabile del suo inconscio. Fra i tanti collezionisti, ce …

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DI CHI È LA COLPA?

l'editoriale di Luisa Montù

Mai come quest’anno le strade italiane sono state insanguinate ed è stato sangue di giovani, di giovanissimi e il dolore, l’indignazione della gente, giusti e comprensibili, per carità, hanno additato un solo responsabile: colui o colei che la sciagura ha causato direttamente ritenendolo comunque colpevole, indipendentemente dalle circostanze. Comprensibile e umano. Comprensibile e anche giusto finché si chiede a chiunque …

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SCUOLA UMILIATA E OFFESA

l'editoriale di Luisa Montù

Certo, dai tempi di Socrate la scuola è cambiata, doveva esserlo necessariamente, doveva adattarsi al mutare dei tempi. L’adattamento però non può, non deve coincidere con il degrado. Fino a che punto infatti possiamo dire che sia il degrado dell’ambiente a generare una scuola degradata e non che, più probabilmente, una scuola degradata provochi il degrado di ciò su cui …

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QUANDO LE LACRIME ERANO VERE

l'editoriale di Luisa Montù

Dal 10 al 13 giugno del 1981 tutta l’Italia rimase incollata davanti al televisore per seguire le operazioni di soccorso del piccolo Alfredino Rampi, caduto in un pozzo. C’eravamo tutti. Davvero. Soffrivamo. Avevamo paura. Non c’era chi non lo sentisse come suo figlio. Ma tutti, proprio tutti, eravamo certi che Alfredino sarebbe stato salvato. Chi era già in villeggiatura restava …

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